raccolta e autenticazione delle sottoscrizioni

Ogni lista di candidati deve essere sottoscritta da un determinato numero di elettori, indicato dalla legge. Nel Friuli Venezia Giulia la materia è disciplinata dall’articolo 28 della legge regionale 19/2013.

 

A differenza di quanto previsto dalla normativa statale, nel Friuli Venezia Giulia è necessaria la raccolta delle sottoscrizioni (da 10 a 20) anche nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti (articolo 28, comma 1, lettera h) della legge regionale 19/2013).

 

I sottoscrittori delle liste di candidati devono essere elettori iscritti, nelle liste elettorali del comune; la qualità di elettore è comprovata dai certificati di iscrizione nelle liste elettorali, che devono essere allegati alle sottoscrizioni. I sottoscrittori non possono essere candidati della lista che sottoscrivono (articolo 28, comma 2, della legge regionale 19/2013). Le firme dei sottoscrittori devono essere autenticate da uno dei pubblici ufficiali indicati nell’articolo 23, comma 7, della legge regionale 17/2007 nell'ambito del territorio di competenza dell'ufficio di cui sono titolari, con le modalità di cui all’articolo 21, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (cfr. Ministero dell’interno, circolare 20 aprile 2006, n. 79).

 

La mancanza o la irregolarità dell’autenticazione delle firme dei sottoscrittori comporta la nullità insanabile dell’atto di presentazione (Consiglio di Stato – V Sezione, 29 giugno 1979, n. 470 e 6 marzo 1990, n. 263). L’autenticazione deve essere effettuata indicando data, luogo e qualifica dell’autenticatore (Consiglio di Stato – V Sezione, 17 luglio 2000, n. 3923).

 

Per la raccolta delle sottoscrizioni è legittimo l’uso di modelli non ufficiali (Consiglio di Stato – V Sezione, 6 luglio 1994, n. 732), ma, per essere legittima, è essenziale che tale raccolta non avvenga su fogli mobili, privi del contrassegno di lista e del nome dei candidati (Consiglio di Stato – V Sezione, 30 giugno 1995, n. 965).
Legittimamente viene esclusa una lista presentata da un numero di sottoscrittori superiore a quello massimo fissato dalla legge (T.A.R. Abruzzo – Pescara, 25 giugno 1993, n. 334).



normativa

circolari

altra documentazione

giurisprudenza

  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 29 giugno 1979, n. 470 >
    la mancanza o la irregolarità dell’autenticazione delle firme dei sottoscrittori comporta la nullità insanabile dell’atto di presentazione della lista, che può essere neutralizzata solo dal compimento dell’atto omesso o dalla rinnovazione dell’atto viziato, e comunque prima dello scadere del termine perentorio di legge
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 6 luglio 1994, n. 732 >
    è legittimo, nella raccolta delle sottoscrizioni delle candidature, l’uso di modelli non ufficiali. Nessuna norma prevede che la data di accettazione delle candidature debba essere necessariamente anteriore a quella di autenticazione delle firme dei sottoscrittori
  • CONSIGLIO DI STATO - Adunanza plenaria, 30 novembre 1999, n. 23 >
    non necessariamente il mancato deposito dei certificati di iscrizione nelle liste elettorali dei sottoscrittori comporta l’esclusione della lista, essendo nei poteri del segretario comunale acquisirli anche dopo lo spirare del termine ultimo per la presentazione delle liste e fino al momento della trasmissione degli atti alla Commissione elettorale circondariale ed essendo nei poteri della Commissione stessa disporne l’acquisizione entro un termine fissato
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 18 giugno 2001, n. 3212 >
    sono invalide, anche se debitamente autenticate, le firme di elettori raccolte: senza indicazione delle modalità di identificazione, non corredate dal certificato elettorale, previa presentazione del tesserino del codice fiscale o di altro documento privo di fotografia o indicato con i soli estremi numerici, senza indicazione della data di nascita o con significative discordanze con i dati anagrafici del certificato elettorale. La circostanza che negli elenchi dei sottoscrittori figurino nominativi di candidati che non hanno poi accettato la candidatura comporta la cancellazione di questi dalle liste, non l’invalidità delle sottoscrizioni (fattispecie relative ad elezioni regionali disciplinate dalla legge 108/1968)
  • TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE - Lazio - II Sezione, 20 maggio 2003, n. 4420 >
    stante la specialità delle procedure, nelle operazioni elettorali non si applicano i principi di semplificazione amministrativa di cui al d.P.R. 445/2000. Ai sensi dell’articolo 14 della legge 53/1990, né i componenti gli Uffici incaricati di ricevere le liste elettorali né il dipendente addetto alla ricezione sono abilitati ad autenticare le firme dei candidati e l’accettazione delle candidature
  • TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE - Molise - Campobasso, I Sezione, 10 luglio 2003, n. 611 >
    nessuna norma vieta al pubblico ufficiale di autenticare la delega a proprio favore. Non sussiste alcun dubbio sulla identità del sottoscrittore quando la firma autenticata riporta un solo nome mentre nel certificato elettorale risulta, oltre al primo, un secondo o terzo nome e tutti i restanti dati anagrafici sono coincidenti. È legittima l’autenticazione di sottoscrizioni effettuata da un pubblico ufficiale che è anche candidato in quelle elezioni
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 15 aprile 2004, n. 2152 >
    l'articolo 21, comma 2, del d.P.R. 445/2000 prescrive che nell’atto di autenticazione siano indicate le modalità di identificazione del dichiarante, tra le quali è da comprendere la conoscenza personale da parte del pubblico ufficiale. È legittima la dichiarazione di accettazione alla candidatura di data posteriore a quella di autenticazione delle sottoscrizioni dei presentatori della lista
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 4 marzo 2005, n. 856 >
    i modelli su cui sono raccolte le firme per la presentazione delle candidature alle cariche di sindaco e consigliere comunale devono garantire il collegamento tra i singoli fogli sottoscritti e il contrassegno di lista e i nominativi dei candidati. Inidoneo allo scopo è, perciò, il foglio sottoscritto, privo di riferimenti, spillato sull’atto principale
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 15 luglio 2005, n. 3804 >
    la nullità dell’autentica, per difetto del nome e cognome del pubblico ufficiale, si ha solo allorché il nominativo del soggetto autenticante, oltre ad essere indeterminato, risulti indeterminabile. L’accertamento dell’identità personale del dichiarante può avvenire per conoscenza diretta. L’eventuale falsità di tale dichiarazione attiene al piano ideologico del contenuto dell’atto pubblico. La dichiarazione può essere pertanto invalidata solo attraverso l’esperimento vittorioso della querela di falso. (Sentenza riferita ad elezioni regionali)
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 27 ottobre 2005, n. 5985 >
    la ratio della norma di cui agli articoli 28, quarto comma, e 32, quarto comma, del T.U. 570/1960 è quella di assicurare la piena consapevolezza dei sottoscrittori in ordine alla lista e ai candidati cui si riferisce l’atto di presentazione sottoscritto, cosicché la sua violazione determina l'illegittimità della sua eventuale ammissione, non assumendo rilevanza nemmeno le dichiarazioni formalizzate dai sottoscrittori e dal pubblico ufficiale autenticatore che danno conto della piena ed esclusiva riferibilità di quelle firme a quella determinata lista
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 6 marzo 2006, n. 1074 >
    è irrilevante l’omessa indicazione del nome e cognome del pubblico ufficiale che ha proceduto all’autenticazione quando, tramite la sua firma, può facilmente essere individuata sia la persona che la qualità del soggetto autenticante. È irrilevante l’omesso uso del timbro dell’ufficio nel caso di autenticazione effettuata da un consigliere comunale
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 7 novembre 2006, n. 6545 >
    è legittima l’esclusione di una lista elettorale nel caso in cui le sottoscrizioni degli elettori siano apposte, in parte, su un modulo di più facciate che non rechi il contrassegno di lista e i nomi dei candidati alle cariche di sindaco e di consigliere e sia semplicemente spillato, senza l’apposizione di un timbro o di una firma che attesti il collegamento tra i due fogli, ad altro modulo recante il contrassegno e i nominativi. Sono regolari le autenticazioni delle firme nelle quali la sottoscrizione dell’autorità autenticante sia illeggibile ma sia posta sul timbro con il suo nome. In assenza di apposita querela di falso, è irrilevante che il soggetto autenticatore non abbia dichiarato che la firma è stata apposta in sua presenza e che il sottoscrittore è stato ammonito sulle conseguenze delle dichiarazioni mendaci e che non abbia dichiarato la conoscenza personale del sottoscrittore
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 14 novembre 2006, n. 6683 >
    gli adempimenti formali previsti dall’articolo 28 del t.u. 570/1960, tra i quali la raffigurazione del simbolo e la lista e il luogo e gli estremi di nascita dei candidati, hanno carattere essenziale e non ammettono equipollenti, in quanto strettamente funzionali alla garanzia della intervenuta formazione della lista dei candidati antecedentemente alla raccolta delle firme di presentazione ma soprattutto ad assicurare la certa direzione delle manifestazioni di volontà espresse dai sottoscrittori
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 6 aprile 2007, n. 1553 >
    è illegittima l’ammissione di una lista i cui fogli di presentazione recano il solo contrassegno, senza l’indicazione dei candidati e senza alcun segno di congiunzione inequivoca con i fogli che recano il nominativo dei candidati
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 31 maggio 2007, n. 2817 >
    è legittima la accettazione della candidatura effettuata dopo la sottoscrizione delle liste. È legittima la autenticazione delle sottoscrizioni effettuata dal consigliere comunale che sia anche candidato. Non è possibile affermare, a priori e in modo generalizzato, che la firma debba essere necessariamente redatta in carattere corsivo e che sia illegittima quella redatta a carattere stampatello
  • TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE - CALABRIA - REGGIO CALABRIA - I Sezione - 25 marzo 2010, n. 313 >
    l’autenticazione deve essere apposta dal dichiarante in calce alla firma e, quindi, nello stesso documento, in forza del principio dell’unità dell’autentica. E’ pertanto priva dei requisiti essenziali un’autenticazione formata da una dichiarazione di un pubblico ufficiale contenuta in un foglio privo di data e protocollo di ricezione nella quale il pubblico ufficiale attesta che le firme sono state apposte in sua presenza in un dato giorno
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione - 6 luglio 2010, n. 4323 >
    è legittima l’esclusione di una lista che abbia presentato un numero di firme superiore al massimo consentito. Non è ammissibile una mera regolarizzazione attraverso la “rinuncia” da parte dei sottoscrittori “eccedenti”
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione - 8 febbraio 2011, n. 850 >
    l’autenticazione delle firme dei sottoscrittori fornisce prova piena del fatto che le firme sono state apposte in presenza dell’ufficiale autenticante, ma che non sono state apposte dai sottoscrittori con l’effettiva consapevolezza di voler sostenere quel contrassegno di lista e quell’elenco dei candidati. Per cui il fatto che siano state apposte su fogli intercalari privi di contrassegno di lista e dell’elenco dei candidati legittima l’esclusione della lista
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione - 1 marzo 2011, n. 1272 >
    è invalida l’autenticazione priva della firma del soggetto che autentica la sottoscrizione, pur in presenza della attuale formula attestante il compimento delle operazioni di autenticazione, il timbro tondo del comune ed il timbro tondo dell’assessore
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione - 29 aprile 2011, n. 2553 >
    la mancata allegazione in un unico plico dei fogli recanti le firme dei presentatori della lista non permette di ritenere che i sottoscrittori siano stati posti in grado di risalire alla lista e ai candidati nella stessa contenuti. A tal fine non è ammissibile la presentazione di dichiarazioni postume dei sottoscrittori, non essendo possibile ricostruire ex post quelle indicazioni che la legge richiede siano fornite ex ante
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 31 marzo 2012, n. 1889 >
    il consigliere comunale esercita il potere di autentica delle sottoscrizioni esclusivamente in relazione alle operazioni dell’ente nel quale opera, ovvero in relazione alle altre riguardo alle quali l’articolo 14 della L. n. 53/1990 glielo attribuisce. Di conseguenza, il consigliere di un ente locale non è legittimato ad autenticare le firme degli elettori e dei candidati di una competizione elettorale alla quale l’ente in cui sono incardinate le sue funzioni sia estraneo, come in quelle per il rinnovo del consiglio di altro comune per il consigliere comunale o di altra provincia per il consigliere provinciale
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 16 aprile 2012, n. 2173 >
    l’indicazione delle modalità di identificazione costituisce una parte essenziale dell’autenticazione delle firme, la cui mancanza non può essere sanata, in applicazione del principio generale della conservazione degli atti giuridici, da atti collegati facenti parte della documentazione presentata. È pertanto necessario presupposto della nullità dell’atto viziato che l’illegittimità accertata non risulti meramente formale perché in materia elettorale, non può essere consentita l’integrazione di elementi che, per essere essenziali, non possono essere integrati o sostituiti
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 16 aprile 2012, n. 2176 >
    l’erronea indicazione delle generalità dei sottoscrittori (luogo e data di nascita, cognome), quando non sia un errore materiale ictu oculi evidente, costituisce una carenza essenziale giuridicamente rilevante tale da indurre a ritenere come non apposta la sottoscrizione
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 16 aprile 2012, n. 2178 >
    è legittima l’esclusione di una lista nel caso in cui l’autenticazione delle sottoscrizioni dei candidati è priva sia dell’indicazione del luogo e della data che delle modalità di identificazione del soggetto che ha firmato, a nulla rilevando la presentazione di dichiarazioni rese “a posteriori” dai candidati e dall’autenticatore. A tale proposito, infatti, il procedimento elettorale non consente l’autocertificazione, essendo espressamente prevista l’autenticazione della firma
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 16 aprile 2012, n. 2181 >
    è legittima l’esclusione di un candidato la cui dichiarazione di accettazione della candidatura è priva della data dell’autenticazione, costituendo quest’ultima elemento essenziale delle formalità previste dall’articolo 21 del T.U. 445/2000
  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione, 29 ottobre 2012, n. 5504 >
    nel caso di sottoscrizioni plurime, è corretta l’interpretazione secondo la quale sono da considerarsi valide quelle relative alla lista presentata per prima (c.d. “primato della firma anteriore”). È invalida la sottoscrizione corredata da un’autenticazione priva della firma del soggetto autenticante. È invalida l’identificazione del sottoscrittore tramite documento privo di fotografia. Il fatto che l’autenticatore abbia riportato i propri dati anagrafici al posto di quelli del soggetto di cui autentica la firma, non costituisce un errore tale da invalidare l’autenticazione, quando siano presenti gli elementi essenziali richiesti dalla legge (art. 21, c. 2, del d.P.R. 445/2000) per la sua validità. È legittima l’esclusione di una lista quando non vi sia alcuna certezza sul fatto che i sottoscrittori hanno apposto le loro firme su fogli mobili, senza che vi fosse un sicuro collegamento fra questi e i frontespizi che recavano le indicazioni prescritte dalla legge
  • TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE - Friuli Venezia Giulia - Trieste - I Sezione, 30 marzo 2013, n. 209 >
    è legittima un’eventuale incongruenza fra la data della sottoscrizione e la data dell’autentica apposte sulla dichiarazione di accettazione della candidatura, in quanto il valore dell’autentica è dato dalla certificazione della verità e autenticità della firma apposta in presenza del pubblico ufficiale nella data indicata nell’autentica medesima, mentre la data dell’apposizione della firma risulta irrilevante

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