05 marzo 2014
Pubblicato il testo aggiornato a cura del Servizio finanza locale.
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Trasferimenti finanziari agli EE.LL.

Tutte le informazioni sui trasferimenti finanziari agli EE.LL. della Regione
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Patto di stabilità e crescita

Il Patto di stabilità e crescita, introdotto nella nostra legislazione con la legge 23 dicembre 1998, n. 448, trae origine dal processo di integrazione economica e monetaria dell’Unione europea e non riguarda soltanto gli Stati nazionali ed i loro equilibri finanziari, ma coinvolge tutto il sistema delle autonomie territoriali, cioè regioni, province e comuni.

Gli obiettivi imposti dalle regole del patto di stabilità e crescita devono essere condivisi da tutti i soggetti pubblici coinvolti, chiamati a porre in essere comportamenti coerenti al fine del loro raggiungimento di tali obiettivi. Questa condivisione e cooperazione tra Stato, Regioni ed Autonomie locali comporta la necessità di programmare la propria finanza allo scopo di partecipare alla realizzazione dei complessivi equilibri della finanza pubblica in armonizzazione con le politiche economiche e monetarie pensate a livello europeo.

La legge 27 dicembre 2002 n. 289 (legge finanziaria statale per l’anno 2003) ha per la prima volta previsto in modo esplicito che le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono alla definizione del patto di stabilità per gli enti locali dei loro territori.

Dal 2003, pertanto, la Regione provvede con proprio regolamento a determinare i criteri e le modalità per il concorso dei propri enti locali, alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica adottati con l’adesione al patto di stabilità e crescita e per la fissazione dei termini e delle modalità per l’attivazione del connesso monitoraggio.

La costruzione delle norme relative al patto di stabilità è avvenuta con il sistema della concertazione e della condivisione con le autonomie locali stesse. E’ stato avviato il “Tavolo tecnico regionale di concertazione” tra Direzione centrale relazioni internazionali, comunitarie e autonomie locali, ANCI ed UPI - delegazioni regionali e i funzionari dei servizi finanziari degli enti locali. Le bozze di Regolamento formulate, tenendo conto di quanto emerso in sede di concertazione, sono state poi sottoposte all'Assemblea delle Autonomie locali (istituita dall’a rticolo 9 della legge regionale 15 maggio 2001, n. 15), ora Consiglio delle Autonomie locali (ai sensi della legge regionale 18 gennaio 2006, n. 1) chiamato ad esprimere un parere in merito, in base al disposto delle leggi regionali finanziarie che si sono susseguite dal 2003. Le bozze sono state successivamente approvate dalla Giunta regionale ed emanati i relativi decreti del Presidente della Regione.
Si può quindi affermare che le regole, seppur decise a livello regionale, sono state condivise da tutto il sistema delle autonomie locali.

Gli obiettivi del patto di stabilità per l’anno 2007 hanno un contenuto decisamente innovativo rispetto al passato e maggiormente in linea con gli obiettivi posti in sede europea. Si caratterizzano per semplicità concettuale, ma implicano un maggiore coinvolgimento degli amministratori locali al fine di porre in essere strategie e politiche di gestione mirate al loro raggiungimento, pur nel massimo rispetto dell’autonomia politica, amministrativa e gestione degli enti locali.
In sintesi i vincoli impongono il raggiungimento dell’equilibrio di parte corrente e la progressiva riduzione del rapporto tra il debito dell’ente e il prodotto interno lordo nazionale.
In questa sezione è pubblicata tutta la normativa regionale sul patto di stabilità dall’anno 2003 e relative circolari esplicative. E’ stato inoltre inserito lo studio che ha per titolo “Il patto di stabilità interno: un’analisi sugli enti locali della Regione Friuli Venezia Giulia” redatto nel  marzo 2007 a cura della Posizione Organizzativa “Patto di stabilità e indennità amministratori” ed aggiornato con i risultati del patto dell’anno 2005 (dati da ultimo consuntivo).