speciale Riforma Enti Locali
10 novembre 2017
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03 novembre 2017
E’ pubblicato l’avviso per la manifestazione di ...
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Le linee guida in breve

frontespizio
Le linee guida, approvate dalla Giunta Regionale il 31 ottobre 2013, riassumono il progetto di riforma dell'ordinamento degli enti locali in Friuli Venezia Giulia, delineando il percorso che esso dovrà seguire per giungere al suo completamento.
L'obiettivo è quello di definire un sistema equilibrato, in grado di garantire maggiore efficienza e contenimento della spesa, che dia attuazione al Programma di  governo della Presidente della Regione che prevede un "nuovo sistema istituzionale regionale fondato su due pilastri fondamentali: la Regione ed il Comune".
 
La parte principale del progetto riguarda la riforma del sistema delle autonomie locali che prevede nuove forme di sinergia tra i Comuni secondo criteri di adeguatezza, differenziazione ed unicità. Tali forme di aggregazione gestiranno in forma associata alcune funzioni comunali e prenderanno il posto delle attuali Province. Affinché ciò avvenga, è necessario non solo che venga approvato il progetto di legge regionale, ma anche che il legislatore statale modifichi lo Statuto speciale del Friuli Venezia Giulia  (avente  forma di legge costituzionale) al fine del superamento delle Province.Nelle more della citata riforma statutaria, l'ordinamento delle Province sarà rivisto nel senso di rendere tali enti istituzioni di secondo grado, i cui organi (Presidente, Giunta, Consiglio), cioè, siano eletti dai sindaci e dai consiglieri dei comuni del territorio e non più direttamente tramite elezioni popolari.
 
Il progetto di riforma comprende, inoltri, altri due punti importanti. 
Sarà, infatti, varata anche la riforma della finanza locale, volta a riaffermare l'autonomia tributaria degli enti locali ed a costituire un sistema unitario Regione-Autonomie locali con il recepimento del principio di pareggio di bilancio delle pubbliche amministrazioni.
Verrà, inoltre, rivista la disciplina del comparto unico in modo da dare uniformità alla disciplina del pubblico impiego regionale e locale, anche al fine di rendere più semplice il trasferimento di personale tra enti del comparto.