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scheda di dettaglio parere

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Estremi nota parere
     Protocollo 11176
     Data 07/11/2017
Estremi quesito
     Anno 2017
     trimestre 4
Ambito Servizi sociali
Materia Assistenza
Oggetto

Integrazione economica per il pagamento di rette di ricovero. Diritto di rivalsa.

Massima

L’art. 6, c. 4, della L. 328/2000 e l’art. 4, c. 5, della L.R. 6/2006, derogando al criterio generale della competenza territoriale, sanciscono che l’eventuale integrazione economica per il pagamento delle rette di coloro che necessitano di ricovero stabile in strutture residenziali deve essere garantita dal comune di residenza precedente al ricovero.
L’art. 4, c. 6, della L.R. 6/2006, disponendo che «Per gli interventi e i servizi di cui al presente articolo spetta il diritto di rivalsa nei confronti del Comune di residenza.» non può essere interpretato in modo da eludere il dettato del comma precedente, secondo il quale «L’assistenza alle persone per le quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali rimane di competenza del Comune nel quale esse hanno la residenza prima del ricovero.».

Funzionario istruttore ROSA MARIA FANTINI

rosamaria.fantini@regione.fvg.it
Parere espresso da Servizio affari istituzionali e locali, polizia locale e sicurezza

Testo completo del parere

Il Comune rappresenta che un soggetto disabile, proveniente da altro territorio della regione, è ricoverato dal 1990 in istituto e fa periodicamente rientro presso l’abitazione familiare[1].

Poiché l’assistito e i suoi genitori hanno trasferito la residenza anagrafica in codesto Comune il 4 giugno 2015, il Comune di provenienza del nucleo familiare[2], che ha finora provveduto a garantire l’integrazione economica necessaria per il pagamento delle rette di ricovero, chiede a codesta Amministrazione, ai sensi dell’art. 4, comma 6[3], della legge regionale 31 marzo 2006, n. 6, il rimborso degli oneri sostenuti a partire da tale data.

Codesto Comune eccepisce la fondatezza della richiesta, atteso che sia l’art. 6, comma 4[4], della legge 8 novembre 2000, n. 328, sia l’art. 4, comma 5, della L.R. 6/2006 dispongono che l’integrazione economica di cui trattasi grava sul comune di residenza precedente al ricovero e chiede di acquisire un parere dal quale si evinca chiaramente quale sia, nel caso di specie, l’ente tenuto ad assumere i relativi oneri.

Sentito il Servizio sviluppo dei servizi sociali dei comuni della Direzione centrale salute, integrazione sociosanitaria, politiche sociali e famiglia, si esprimono le seguenti considerazioni.

Com’è noto, in via ordinaria l’erogazione della generalità dei servizi e delle prestazioni sociali spetta al comune di residenza dell’assistito, in virtù del criterio della competenza territoriale, sancito dall’art. 13, comma 1[5], del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ribadito dall’art. 16, comma 1[6], della legge regionale 9 gennaio 2006, n. 1 e affermato, altresì, dall’art. 6, comma 1[7], della L. 328/2000.

Tale regola generale risulta, peraltro, derogata dal già citato art. 6, comma 4, della L. 328/2000 che, relativamente ai soggetti che abbisognano di “ricovero stabile”, presso strutture assistenziali, stabilisce che la competenza a provvedere all’eventuale integrazione economica per il pagamento delle rette spetta al “comune nel quale essi hanno la residenza prima del ricovero”.

Il principio trova conferma nell’art. 4, comma 5, della L.R. 6/2006, giacché esso dispone che «L’assistenza alle persone per le quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali rimane di competenza del Comune nel quale esse hanno la residenza prima del ricovero.».

Per stabilire se la pretesa avanzata dal Comune di provenienza dell’assistito possa ritenersi fondata occorre, anzitutto, indagare circa la qualificazione del ricovero di cui trattasi posto che tanto il legislatore statale, quanto quello regionale, non forniscono una nozione di “ricovero stabile”, né essa sembra ricavabile dalla giurisprudenza che si è espressa al riguardo[8], dalla quale si evincerebbe, comunque, che «ai fini della determinabilità del comune tenuto ad intervenire è necessario fare riferimento a quello nel quale era residente la persona prima del ricovero stabile presso una struttura assistita e non di natura transitoria»[9].

Poiché, nel caso in esame, la permanenza della persona nell’istituto si protrae, senza soluzione di continuità, da ventisette anni e la durata di tale permanenza appare di gran lunga superiore rispetto al tempo che il soggetto trascorre presso l’abitazione familiare, non sembra che il ricovero possa essere qualificato “di natura transitoria”.

La fattispecie dovrebbe, perciò, ricondursi nell’ambito di applicazione dell’art. 6, comma 4, della L. 328/2000 e dell’art. 4, comma 5, della L.R. 6/2006, con la conseguenza che, ai fini dell’obbligo di integrazione economica delle rette di ricovero, risulta ininfluente l’avvenuto trasferimento della residenza del soggetto presso codesto Comune.

Quanto, infine, alla previsione di cui all’art. 4, comma 6, della L.R. 6/2006, ai sensi della quale «Per gli interventi e i servizi di cui al presente articolo spetta il diritto di rivalsa nei confronti del Comune di residenza.», si rileva che essa non può essere interpretata in modo da eludere il dettato del comma precedente, secondo il quale «L’assistenza alle persone per le quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali rimane di competenza del Comune nel quale esse hanno la residenza prima del ricovero.» e che – come già evidenziato – costituisce previsione derogatoria del criterio generale della competenza territoriale.

In considerazione di quanto fin qui osservato si ritiene che all’integrazione economica delle rette di ricovero dovrebbe tuttora provvedere il Comune di provenienza del ricoverato, in quanto Comune di residenza all’epoca dell’inserimento nella struttura.



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[1] L’Ente ha comunicato, per le vie brevi, che la persona rientra in famiglia durante i fine settimana, le festività e per un mese nel corso della stagione estiva.

[2] Comune nel quale l’assistito era residente all’atto dell’inserimento nella struttura.

[3] «Per gli interventi e i servizi di cui al presente articolo spetta il diritto di rivalsa nei confronti del Comune di residenza.».

[4] «Per i soggetti per i quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali, il comune nel quale essi hanno la residenza prima del ricovero, previamente informato, assume gli obblighi connessi all’eventuale integrazione economica.».

[5] «Spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione […] comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona […], salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.».

[6] «Il Comune è titolare di tutte le funzioni amministrative che riguardano i servizi alla persona […], salvo quelle attribuite espressamente dalla legge ad altri soggetti istituzionali.».

[7] «I comuni sono titolari delle funzioni amministrative concernenti gli interventi sociali svolti a livello locale […]. Tali funzioni sono esercitate dai comuni adottando sul piano territoriale gli assetti più funzionali alla gestione, alla spesa ed al rapporto con i cittadini […]».

[8] Consiglio di Stato – Sez. V, sent. 11 dicembre 2007, n. 6385.

[9] Così S. Venturi, Individuazione del Comune tenuto all’eventuale integrazione della retta per ricovero presso una struttura residenziale in attuazione dell’art. 6, comma 4, della legge 328/2000, pubblicato il 23 ottobre 2014 in www.contrattipa.info/contratti/?p=45.
Per avere copia o maggiori informazioni scrivere a:
consulenza.aall@regione.fvg.it
Le richieste di parere possono provenire esclusivamente da Enti locali del Friuli Venezia Giulia e devono essere formulate da amministratori, segretari, dirigenti o responsabili P.O.