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scheda di dettaglio parere

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Estremi nota parere
     Protocollo 1604
     Data 06/02/2018
Estremi quesito
     Anno 2018
     trimestre 1
Ambito Ordinamento generale
Materia Organi e competenze
Oggetto

Composizione della commissione elettorale.

Massima

Non è possibile procedere alla sostituzione parziale dei componenti della commissione elettorale comunale, atteso che la normativa di riferimento prevede unicamente la rinnovazione dell’intera commissione quando, per qualunque causa, i membri effettivi e supplenti si siano ridotti in numero inferiore a quello richiesto per la validità della riunione.

Funzionario istruttore BARBARA RIBIS

barbara.ribis@regione.fvg.it
Parere espresso da Servizio affari istituzionali e locali, polizia locale e sicurezza

Testo completo del parere

Il Comune chiede un parere in materia di composizione della commissione elettorale. Più in particolare desidera sapere se, atteso che un componente supplente dell’indicata commissione è passato dalla maggioranza alla minoranza consiliare, debba sostituirlo in seno all’indicata commissione o possa mantenere inalterata la stessa fino all'insediamento di quella che verrà eletta dal nuovo Consiglio in esito alle successive elezioni amministrative comunali.

Sentito il Servizio Consiglio autonomie locali ed elettorale, si esprimono le seguenti considerazioni.

L’articolo 41 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, al comma 2, recita: “Il consiglio comunale, nella prima seduta, elegge tra i propri componenti la commissione elettorale comunale ai sensi degli articoli 12 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967 n. 223.”.

In particolare, l’articolo 12 del D.P.R. 223/1967, prevede che: “Il Consiglio comunale, nella prima seduta, successiva all'elezione del sindaco e della Giunta municipale elegge, nel proprio seno, la Commissione elettorale comunale. La Commissione rimane in carica fino all'insediamento di quella eletta dal nuovo Consiglio.”. Il successivo secondo comma dispone, poi, che: “La Commissione è composta dal sindaco e da tre componenti effettivi e tre supplenti nei comuni al cui consiglio sono assegnati fino a cinquanta consiglieri, da otto componenti effettivi e otto supplenti negli altri comuni.”.

Come rilevato anche dal Ministero dell’Interno[1], su una questione similare a quella in esame “il vigente sistema normativo, […] appare preordinato ad assicurare che, all’atto della costituzione di detto consesso, venga garantita nella relativa composizione la presenza di forze di maggioranza e di minoranza, attraverso la disposizione (art. 13, comma 2, del d.P.R. 20 marzo 1967, n. 223 e successive modificazioni) che prevede la rappresentanza della minoranza in seno alla Commissione. Le successive vicende nei rapporti tra maggioranza e minoranza del Consiglio comunale, ascrivibili alla normale dialettica delle forze politiche, non vengono considerate dal legislatore, che non prevede quindi la necessità di salvaguardare nel tempo gli stessi equilibri presenti all’atto dell’insediamento della Commissione”.

Prosegue l’indicato parere ministeriale affermando che: “D’altronde, alla fattispecie considerata[2], si ritiene che non sia riconducibile nessuna ipotesi di decadenza, essendo le relative disposizioni (art. 15, comma 1, del Testo Unico n. 223/1967)[3] da considerare di stretta interpretazione per il loro carattere sanzionatorio. Si evidenzia, infine, che il sistema normativo non contempla la possibilità di procedere alla sostituzione di singoli componenti, in quanto la legge, all’art. 15, comma 2, del citato Testo Unico[4], prevede solo la rinnovazione dell’intera Commissione quando, per qualunque causa, i membri effettivi e supplenti si siano ridotti in numero inferiore a quello richiesto per la validità della riunione”.

Le considerazioni sopra riportate erano state espresse anche da una non recente sentenza del Supremo Giudice amministrativo[5] ove si afferma che: “In realtà il legislatore con il sistema della elezione contemporanea di membri effettivi e supplenti delle Commissioni elettorali e con la fissazione di un quorum strutturale piuttosto basso (la maggioranza dei componenti in prima convocazione e almeno tre componenti in seconda convocazione), ha inteso chiaramente escludere la rinnovazione parziale di tali organismi in corso di carica ed ha specificamente disciplinato l’ipotesi della loro rinnovazione totale qualora il numero complessivo dei componenti effettivi e supplenti si sia ridotto in proporzioni tali da non consentire la regolare costituzione del collegio”[6].

L’ANCI, nell’affrontare una questione analoga a quella in esame, ha ribadito che: “Il quadro normativo, di fatto, con la perentorietà delle soluzioni espresse, esclude la possibilità di rinnovo parziale […]. In conclusione, il parere di chi scrive propende per conservare il diritto del rappresentante eletto nella componente maggioritaria, pur se trasmigrato successivamente in altre posizioni; fatta salva la sua volontaria rinuncia che, comunque, non potrebbe avere effetti ricostitutivi, […]”[7].





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[1] Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, Raccolta pareri in materia elettorale espressi dalla Direzione Centrale dei Servizi Elettorali, Edizione dicembre 2015, pag. 14, parere 2.6.

[2] Il quesito posto al Ministero dell’Interno era del seguente tenore letterale: “Un Consiglio comunale ha la possibilità di far decadere dall’incarico un componente di minoranza della Commissione elettorale comunale che ha dichiarato di dissociarsi dal proprio gruppo di appartenenza?”.

[3] L’articolo 15, primo comma, del D.P.R. 223/1967 recita: “I membri della Commissione elettorale comunale che senza giustificato motivo non prendono parte a tre sedute consecutive sono dichiarati decaduti. La decadenza è pronunciata dal Consiglio comunale nella prima seduta successiva alla terza assenza e comunque non prima che sia decorso il termine di dieci giorni dalla notificazione giudiziale all'interessato della proposta di decadenza. Qualsiasi cittadino del Comune può promuovere la dichiarazione di decadenza.”.

[4] L’articolo 15, secondo comma, del D.P.R. 223/1967 recita: “Quando, per qualunque causa, i membri effettivi e supplenti della Commissione si siano ridotti in numero inferiore a quello richiesto per la validità delle riunioni, la Commissione decade ed il Consiglio comunale deve procedere alla sua rinnovazione con procedura d'urgenza in caso di necessità, è in ogni caso entro un mese dal verificarsi dell'ultima vacanza.”.

[5] Consiglio di Stato, Adunanza generale, sentenza del 31 agosto 1967, n. 969.

[6] Sul divieto di rinnovazione parziale della commissione elettorale comunale si vedano, anche i pareri dell’ANCI del 19 febbraio 2016, del 30 novembre 2010, del 26 ottobre 2006.

[7] ANCI, parere del 9 marzo 2010.
Per avere copia o maggiori informazioni scrivere a:
consulenza.aall@regione.fvg.it
Le richieste di parere possono provenire esclusivamente da Enti locali del Friuli Venezia Giulia e devono essere formulate da amministratori, segretari, dirigenti o responsabili P.O.