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scheda di dettaglio parere

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Estremi nota parere
     Protocollo 6073
     Data 11/04/2018
Estremi quesito
     Anno 2018
     trimestre 2
Ambito Attività amministrativa
Materia Atti e procedimenti amministrativi
Oggetto

Articolo 22, comma 3-bis, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito in legge 21 giugno 2017, n. 96. Quesito in merito la possibilità di impiego della vigilanza privata addetta al servizio di sicurezza durante le sagre paesane

Massima

La finalità della norma è quella di porre a carico dei privati oneri già previsti che altrimenti sarebbero ricaduti in capo alle amministrazioni locali, e non quella di introdurre nuove incombenze finalizzate alla sicurezza: ne deriva pertanto che non trova spazio, in questo contesto, l’ipotesi dell’affidamento di tali compiti ad un corpo di vigilanza privata.

Funzionario istruttore MARIA ELIANTO

maria.elianto@regione.fvg.it
Parere espresso da Servizio affari istituzionali e locali, polizia locale e sicurezza

Testo completo del parere

Il Sindaco chiede un parere in merito alla possibilità d’impiego della vigilanza privata nell’espletamento del servizio di sicurezza, in luogo degli operatori della polizia locale, durante lo svolgimento di manifestazioni quali le sagre paesane, con riferimento alla disciplina introdotta dal comma 3-bis dell’articolo 22 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito in legge 21 giugno 2017, n. 96.



Chiede inoltre se il servizio di vigilanza privata debba essere previsto per ogni tipologia di manifestazione e, in mancanza di tale servizio, se l’Amministrazione debba emettere un provvedimento di diniego allo svolgimento della manifestazione stessa.



Sull’applicazione della norma in questione si è espressa l’ANCI, con nota del 23 novembre 2017 (prot. n. 273/SIPRICS/AR/mcc-17), allegata alla presente, ove si evidenzia che tale disposizione ha introdotto l’obbligo, per i privati organizzatori o promotori dell’evento, di “farsi interamente carico delle spese del personale della polizia locale[1]”.



Tale obbligo presuppone che si tratti di eventi che “comportino servizi di sicurezza e polizia stradale necessari” a garantirne lo svolgimento, in quanto vanno ad incidere “sulla sicurezza e la fluidità della circolazione nel territorio dell’Ente”.



La finalità della norma in questione è quella di porre a carico dei privati oneri già previsti che altrimenti sarebbero ricaduti in capo alle amministrazioni locali, e non quella di introdurre nuove incombenze finalizzate alla sicurezza: ne deriva pertanto che non trova spazio, in questo contesto, l’ipotesi dell’affidamento di tali compiti ad un corpo di vigilanza privata, cui può essere affidata la vigilanza di beni mobili o immobili, nonché altre attività di sicurezza sussidiaria “per il cui espletamento non sia richiesto l’esercizio di pubbliche potestà o l’impiego di operatori appartenenti alle Forze di polizia”[2].



Con riferimento alla gestione delle manifestazioni pubbliche sotto il profilo della sicurezza si rammentano, infine, le recenti circolari del Ministero dell’Interno sul tema: - Dipartimento della pubblica sicurezza nr. 555/OP/0001991/2017/1 del 07.06.2017[3]; - Dipartimento dei Vigili del Fuoco 0011464 del 19.06.2017. “Manifestazioni pubbliche. Indicazioni di carattere tecnico in merito a misure di safety[4]”; - Gabinetto del Ministro n. 11001/110(10) del 28 luglio 2017. Modelli organizzativi per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche. Direttiva”. Alla direttiva dello scorso luglio sono allegate le linee guida per i provvedimenti di safety da adottare nei processi di governo e gestione delle pubbliche manifestazioni[5], in cui si sottolinea l’importanza che la valutazione del livello di rischio venga effettuata in fase di ideazione, al fine di ridurlo ad un “livello residuo considerato accettabile[6]”.





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[1] Sono escluse, tra le altre, le prestazioni che rientrano nei servizi pubblici essenziali di cui all’art. 2 del CCNL 19.09.2002. Per il dettaglio si rinvia alla nota ANCI allegata.

[2] Per la disciplina di riferimento delle Guardie Giurate si rinvia agli articoli 133-141 del R.D. 18 giugno 1931, n. 733 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza – T.U.L.P.S.) e ai D.M. n. 154 del 15 settembre 2009 e n. 85 del 29 gennaio 1999. In particolare, l’art. 139 T.U.L.P.S. prevede che “Gli uffici di vigilanza privata sono tenuti a prestare la loro opera a richiesta dell’autorità di pubblica sicurezza […]”. Con riferimento ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, si rinvia al D.M. 6 ottobre 2009.

[3] In questo contesto il Ministero sottolinea l’importanza di prevedere un “adeguato numero di operatori, appositamente formati, con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza del pubblico”.

[4] Il Ministero dell’Interno evidenzia la possibilità di prevedere varchi di accesso presidiati con il ricorso al servizio di stewarding, qualora non siano disponibili apparecchiature conta persone.

[5] All’interno delle linee guida viene precisato che gli operatori di sicurezza debbano aver conseguito una formazione per rischio d’incendio elevato.

[6] Per gli aspetti procedurali si richiamano inoltre gli articoli 18 e 68 del T.U.L.P.S..
Per avere copia o maggiori informazioni scrivere a:
consulenza.aall@regione.fvg.it
Le richieste di parere possono provenire esclusivamente da Enti locali del Friuli Venezia Giulia e devono essere formulate da amministratori, segretari, dirigenti o responsabili P.O.


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