• home
  • » Servizi
  • » consulenza agli enti locali

scheda di dettaglio parere

visualizza i dati del parere >
Estremi nota parere
     Protocollo 4399
     Data 10/05/2017
Estremi quesito
     Anno 2017
     trimestre II
Ambito ORDINAMENTO GENERALE
Materia FUNZIONI AMMINISTRATIVE
Oggetto

Articolo 56 commi 5 bis e 5 ter della lr 10/2016, come modificato dall’articolo 18 della legge regionale 9/2017. Modalità applicative.

Massima

Alla luce delle disposizioni di cui ai commi 5 bis e 5 ter dell'articolo 56 della lr 10/2016, come inserite dall'articolo 18 della lr 9/2017, attualmente:
a) tutte le funzioni di cui all'articolo 23 lr 26/2014 possono essere esercitate dai Comuni non partecipanti alle Unioni mediante convenzioni con queste ultime: in particolare, le funzioni comunali di cui all'articolo 26 della lr 26/2014 possono essere esercitate esclusivamente dalle Unioni territoriali intercomunali in relazione a ciascuna area territoriale adeguata di cui all'allegato C bis della medesima legge regionale; i soli Comuni che ancora non partecipano alla rispettiva Unione possono, fino al loro ingresso, esercitare le funzioni di cui all'articolo 26 citato, convenzionandosi con la stessa;
b) le funzioni di cui all'articolo 27, comma 1, lettera b), della medesima lr 26/2014, possono essere esercitate dai Comuni:
• avvalendosi degli uffici delle Unioni;
• in forma singola nei casi di adeguatezza demografica indicati dalla suddetta norma;
• mediante la stipula di convenzioni tra Comuni inclusi nella medesima area territoriale adeguata di cui all'allegato C bis della lr 26/2014, purché la convenzione raggiunga la soglia di adeguatezza demografica prevista per l'esercizio delle funzioni in forma singola; ciò indipendentemente dalla partecipazione o meno dei Comuni all'Unione.

Funzionario istruttore BARBARA ZANESSI
0432/555720
BARBARA.ZANESSI@REGIONE.FVG.IT
Parere espresso da SERVIZIO AFFARI ISTITUZIONALI E LOCALI, POLIZIA LOCALE E SICUREZZA

Testo completo del parere

Il Comune instante, non partecipante all'Unione territoriale intercomunale di riferimento, chiede di conoscere se, alla luce delle disposizioni di cui ai commi 5 bis e 5 ter dell'articolo 56 della lr 10/2016, come inserite dall'articolo 18 della lr 9/2017, sia per esso possibile l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 23 della lr 26/2014:

a) mediante convenzioni con Comuni inclusi in aree territoriali adeguate differenti rispetto a quella di riferimento come individuata dall'allegato C bis della lr 26/2014;

b) mediante convenzioni con l'Unione di riferimento;

c)mediante convenzioni con altri Comuni inclusi nella medesima area territoriale adeguata di cui all'allegato C bis lr 26/2014, anch'essi non partecipanti all'Unione.

Esaminato il quadro normativo di riferimento, si formulano le seguenti considerazioni.

L'articolo 23 della legge regionale 26/2014 indica le tipologie di funzioni che vengono esercitate dalle Unioni territoriali intercomunali; si tratta in particolare: delle funzioni comunali di cui agli articoli 26 e 27, di quelle ad essa delegate ai sensi dell'articolo 28, delle funzioni precedentemente esercitate dalle soppresse Comunità montane (art. 36, comma 2) e di talune funzioni provinciali (art. 32 comma 4).

Com'è noto, il vincolo più intenso previsto dalla legge regionale 26/2014 riguarda le funzioni comunali di cui all'articolo 26 per le quali tale norma prevede l'esercizio obbligatorio esclusivamente tramite l'Unione territoriale intercomunale di riferimento, laddove invece l'articolo 27, così come gli articoli 36, comma 2 e 32 comma 4 contemplano anche altre modalità di esercizio delle funzioni ivi indicate.

Come esplicitato nella circolare prot. 3843 dd. 28.04.2017, trasmessa via PEC anche a codesto Comune, l'articolo 18 della legge regionale 9/2017 ha inserito i commi 5 bis e 5 ter dopo il comma 5 dell'articolo 56 della lr 10/2016.

Tali norme hanno carattere transitorio e dispiegano i propri effetti 'fino all'ingresso di tutti i Comuni nelle Unioni territoriali intercomunali'.

In particolare, la norma di cui al comma 5 bis citato dispone che nell'ambito della propria area territoriale adeguata come individuata dall'allegato C bis della lr 26/2014 i Comuni non ancora partecipanti alle Unioni possano stipulare convenzioni con le Unioni medesime per l'esercizio in forma associata delle funzioni di cui all'articolo 23 della lr 26/2014; ciò significa, con particolare riferimento alle funzioni di cui all'articolo 26 della lr 26/2014[1], che i Comuni non ancora partecipanti alla rispettiva Unione possono, nelle more del proprio ingresso, legittimamente convenzionarsi con essa per l'esercizio in forma associata di dette funzioni. Tale previsione costituisce, dunque, una deroga, seppur temporanea, all'obbligo di esercizio esclusivo delle funzioni di cui all'articolo 26 da parte delle sole Unioni territoriali intercomunali, nei tempi previsti da tale disposizione e dal rispettivo statuto.

Il successivo comma 5 ter chiarisce, invece, che, al fine del raggiungimento delle soglie di adeguatezza demografica di cui all'articolo 27 della lr 26/2014, le convenzioni ivi previste possono essere stipulate anche tra e/o con Comuni non partecipanti alle Unioni purché nell'ambito della medesima area territoriale adeguata come indicata dall'allegato C bis della lr 26/2014. Ne consegue che le previsioni di cui al comma 3 del medesimo articolo 27, che consentono l'esercizio in forma singola delle funzioni di cui al comma 1 lettera b) da parte dei Comuni demograficamente adeguati, vanno ora intese prescindendo dalla partecipazione di essi all'Unione di riferimento.

Con le suddette norme (commi 5 bis e 5 ter dell'articolo 56 lr 10/2016) pur nell'ambito delle aree territoriali adeguate individuate dal legislatore regionale, lo stesso ha dunque inteso favorire lo sviluppo di forme di collaborazione tra i Comuni[2] e tra questi e le Unioni ivi insistenti, nelle more, appunto, della partecipazione di tutti i Comuni alle Unioni stesse.

Un tanto risulta coerente con il nucleo della riforma, operata dalla legge regionale 26/2014, consistente nella previsione che i Comuni esercitino obbligatoriamente determinate funzioni, nell'ambito di un determinato territorio e avvalendosi di una determinata forma associativa, nei casi, nei tempi e nelle forme previsti dagli articoli 26 e 27 della stessa legge regionale.

Alla luce di quanto sopra affermato, attualmente:

a) tutte le funzioni di cui all'articolo 23 lr 26/2014 possono essere esercitate dai Comuni non partecipanti alle Unioni mediante convenzioni con queste ultime: in particolare, le funzioni comunali di cui all'articolo 26 della lr 26/2014 possono essere esercitate esclusivamente dalle Unioni territoriali intercomunali in relazione a ciascuna area territoriale adeguata di cui all'allegato C bis della medesima legge regionale; i soli Comuni che ancora non partecipano alla rispettiva Unione possono, fino al loro ingresso, esercitare le funzioni di cui all'articolo 26 citato, convenzionandosi con la stessa;

b) le funzioni di cui all'articolo 27[3] possono essere esercitate dai Comuni:

· avvalendosi degli uffici delle Unioni;

· in forma singola nei casi di adeguatezza demografica indicati dalla norma;

· mediante la stipula di convenzioni tra Comuni inclusi nella medesima area territoriale adeguata, purché la convenzione raggiunga la soglia di adeguatezza demografica prevista per l'esercizio delle funzioni in forma singola, ciò indipendentemente dalla partecipazione o meno dei Comuni all'Unione.



--------------------------------------------------------------------------------

[1] Ma anche per tutte le altre funzioni indicate dal citato articolo 23.

[2] Indipendentemente dalla loro partecipazione all'Unione.

[3] Rectius articolo 27, comma 1 lettera b)

  lr 9/2017 art. 18, lr 26/2014, artt. 23, 26, 27
Per avere copia o maggiori informazioni scrivere a:
consulenza.aall@regione.fvg.it
Le richieste di parere possono provenire esclusivamente da Enti locali del Friuli Venezia Giulia e devono essere formulate da amministratori, segretari, dirigenti o responsabili P.O.