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scheda di dettaglio parere

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Estremi nota parere
     Protocollo 7493
     Data 21/07/2017
Estremi quesito
     Anno 2017
     trimestre III
Ambito FORME DI COLLABORAZIONE
Materia consorzi
Oggetto

Consorzio Boschi Carnici – rapporto con società partecipata.

Massima

La qualificazione del rapporto del Consorzio Boschi Carnici con la Società Carnia Ambiente, di cui il Consorzio medesimo detiene il 100% delle quote, determina l'individuazione della disciplina di settore applicabile.
In particolare, secondo i principi affermati dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale (a partire dalla sentenza n. 107/1999 della Corte di Giustizia europea, c.d. sentenza Teckal), ricorre il rapporto in house quando ricorrono due requisiti: il controllo analogo e l'attività prevalentemente svolta a favore dell'ente pubblico.

Funzionario istruttore VALERIA RATINI
0432/555359
VALERIA.RATINI@REGIONE.FVG.IT
Parere espresso da SERVIZIO AFFARI ISTITUZIONALI E LOCALI, POLIZIA LOCALE E SICUREZZA

Testo completo del parere

Il Comune, con riferimento alla nota n. 6624/2017 rilasciata da questo Ufficio in riscontro a suo quesito sulla natura del Consorzio Boschi Carnici e in relazione a quanto ivi affermato circa la sua natura giuridica di ente locale ex lege, ai sensi del vigente art. 15, L.R. n. 18/2011, chiede quali siano le modalità operative per l'approvazione dei documenti contabili del Consorzio medesimo. Il Comune pone inoltre all'attenzione di questo Servizio la posizione della Società Carnia Ambiente al 100% di proprietà del Consorzio.

Per quanto concerne l'aspetto dei documenti contabili, ci si rimette a quanto riterrà di esprimere, per quanto di competenza, il Servizio finanza locale di questa Direzione centrale, che legge per conoscenza.

Per quanto riguarda, invece, la parte della Società Carnia Ambiente, non è chiaro quale sia l'oggetto del quesito, per cui si forniscono, in questa sede, elementi che possano essere utili all'Ente per la qualificazione del rapporto con detta Società, da cui dipende la disciplina di settore applicabile.

Il fatto che la Società di cui si tratta sia partecipata al 100% dal Consorzio potrebbe indurre a ritenere che vi sia con detta società un rapporto in house, sempre che ne ricorrano le ulteriori condizioni delineate dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale.

La sentenza n. 107 del 18 novembre 1999 della Sezione V della Corte di Giustizia europea (sentenza c.d. Teckal) ha per prima tratteggiato i connotati dell'in house, indicando due requisiti: il controllo analogo e l'attività prevalentemente svolta a favore dell'ente pubblico. Occorre, cioè, che l'ente pubblico eserciti sulla persona giuridicamente distinta di cui trattasi un controllo analogo a quello da essa esercitato sui propri servizi e questa persona realizzi la parte più importante della propria attività con l'ente pubblico che la controlla.

I principi affermati dalla sentenza Teckal sono stati ribaditi dalle pronunce successive del Giudice comunitario e nazionale[1].

In particolare, la Corte di Giustizia UE ha chiarito che il requisito del c.d. controllo analogo richiede la necessaria partecipazione pubblica totalitaria, posto che la partecipazione, pur minoritaria, di soggetti privati al capitale di una società, alla quale partecipi anche l'Amministrazione aggiudicatrice, esclude in ogni caso che tale amministrazione possa esercitare sulla medesima un controllo analogo a quello che essa svolge sui propri servizi[2]. Peraltro, la partecipazione pubblica totalitaria rappresenta una condizione necessaria, ma non ancora sufficiente: l'amministrazione deve essere in grado di esercitare un'influenza determinante sia sugli obiettivi strategici che sulle decisioni importanti dell'entità controllata e il controllo esercitato deve essere effettivo, strutturale e funzionale[3].

La giurisprudenza nazionale, in sintonia con quella europea, ha ulteriormente precisato che il controllo non deve essere solo successivo ma anche preventivo, è un controllo che comporta un potere assoluto di coordinamento e di supervisione tale da influire su ogni aspetto gestionale di dettaglio e si rivolge a tutti i servizi forniti dalla società (non solo quelli forniti all'ente socio)[4]. La società in house, a dispetto della sua formale personalità giuridica, è sostanzialmente una mera articolazione organica dell'amministrazione pubblica che ne detiene integralmente il capitale sociale[5].

Qualora il rapporto del Consorzio con la Società Carnia Ambiente possa qualificarsi in house, secondo i principi sopra delineati, ne deriverà l'applicazione della specifica disciplina di settore[6].





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[1] Tra le tante, v.: Corte di giustizia, UE; sez. V, 8 maggio 2014, n. 15; Cass. civ., sez. II, 14 marzo 2016, n. 4938; Consiglio di Stato, sez. VI, 26 maggio 2015, n. 2660; Consiglio di Stato, sez. VI, 11 dicembre 2015, n. 5643; Corte dei conti, sez. giurisd. Regione Lazio, 10 maggio 2016, n. 158.

[2] Corte di giustizia UE, 11 gennaio 2005, n. 26. Conforme, sul piano della giurisprudenza nazionale, Cass. civ. n. 4938/2016, cit..

[3] Corte di giustizia UE, sez. III, 29 novembre 2012, n. 182.

[4] Corte dei conti Lazio, n. 158/2016, cit., che aggiunge che il rapporto di controllo analogo si sviluppa nei termini di un relazione di subordinazione gerarchica della società in house, la quale si vede privata di qualsiasi grado di autonomia.

[5] Cass. civ., n. 4938/2016, cit..

[6] In proposito v. D.Lgs. 19 agosto 2016, n. 175, recante: 'Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica'. In particolare, v.:

l'art. 1, comma 3, che dispone che 'per tutto quanto non derogato dalle disposizioni del presente decreto, si applicano alle società a partecipazione pubblica le norme sulle società contenute nel codice civile e le norme generali di diritto privato";

l'art. 2, c. 1, lett. o), che definisce le società in house quelle 'sulle quali un'amministrazione esercita il controllo analogo o più amministrazioni esercitano il controllo analogo congiunto, nelle quali la partecipazione di capitali privati avviene nelle forme di cui all'articolo 16, comma 1, e che soddisfano il requisito dell'attività prevalente di cui all'articolo 16, comma 3';

l'art. 16, c. 1, che dispone che 'Le società in house ricevono affidamenti diretti di contratti pubblici dalle amministrazioni che esercitano su di esse il controllo analogo o da ciascuna della amministrazioni che esercitano su di esse il controllo analogo congiunto solo se non vi sia partecipazione di capitali privati, ad eccezione di quella prescritta da norme di legge e che avvenga in forme che non comportino controllo o potere di veto, né l'esercizio di un'influenza determinante sulla società controllata'.



Per avere copia o maggiori informazioni scrivere a:
consulenza.aall@regione.fvg.it
Le richieste di parere possono provenire esclusivamente da Enti locali del Friuli Venezia Giulia e devono essere formulate da amministratori, segretari, dirigenti o responsabili P.O.