divieto di comunicazione istituzionale

Tutte le pubbliche amministrazioni, nel periodo che intercorre tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la chiusura delle operazioni di voto, non possono svolgere attività di comunicazione istituzionale (articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, più comunemente conosciuta come legge sulla par condicio). Fanno eccezione al divieto le attività di comunicazione “effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. L’obiettivo che si è proposto il legislatore nell’approvare questa norma è stato quello di evitare che l’attività di comunicazione istituzionale delle pubbliche amministrazioni si intrecci con l’attività di propaganda elettorale e che gli eletti uscenti possano utilizzare una posizione di vantaggio istituzionale, derivante dal loro ruolo di amministratori in carica, rispetto agli sfidanti: tutto ciò anche in rispetto del principio, dettato dall’articolo 97 della Costituzione, dell’imparzialità dell’azione dei pubblici uffici.



normativa

circolari

altra documentazione

giurisprudenza

  • CONSIGLIO DI STATO - V Sezione - 9 dicembre 2000, n. 6533 >
    la violazione delle norme in materia di propaganda elettorale, divieto di comunicazione istituzionale e parità di accesso ai mezzi di informazione determina sanzioni nei confronti dei soggetti responsabili, ma non la nullità del procedimento elettorale
  • CORTE DEI CONTI - Sezione giurisdizionale Regione Lazio - 20 ottobre 2003, n. 2076 >
    non sussiste l'elemento della colpa grave, atto a produrre la condanna per danno patrimoniale, nell'invio da parte del sindaco a tutte le famiglie di una missiva, nella quale tra l'altro informa delle proprie dimissioni, alla vigilia della campagna elettorale nella quale si è presentato candidato. La condotta censurata è stata assunta nella convinzione di operare nell’ambito delle prescrizioni dettate dalla nuova legge (150/2000) sulla comunicazione pubblica e in un quadro normativo che accentua la personalizzazione del rapporto tra sindaco ed elettori. Nel testo della lettera non rilevano frasi che esorbitano dai limiti della legge, in quanto non costituiscono fonte autonoma di spesa

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